Cose da femmine



Girovagando su alcune piattaforme in cerca di notizie e curiosità tutte al femminile mi sono per un momento accorta che leggevo i titoli degli articoli come se non fossi una donna.
Intendiamoci, nemmeno come se fossi un uomo. 
Li leggevo non riconoscendomi attratta da nessuno di essi come se non mi appartenessero più. 
Possibile che non mi sia soffermata su “Un trucco perfetto in 4 semplici mosse” piuttosto che “Come portare i tacchi tutto il giorno senza arrivare stanche alla sera”? Ma nemmeno  in “10 modi per ritrovare se stesse”  e “ cosa fare quando in casa è lei a portare i pantaloni”, nulla.
E come sempre ho cominciato a riflettere. 
Una volta molto probabilmente avrei letto qualcuno di quei consigli utili e freschi, per donne che sbocciano e che hanno bisogno di sostegno e cura per farlo. 
Mi sarei massacrata di massaggi anticellulite sotto la doccia e avrei tentato di far assumere alle mie sopracciglia ribelli un portamento alla Jonathan Livingstone, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
Ora, che forse avrei bisogno di molto di più che una semplice doccia la sera non sempre corredata da crema per il corpo per stanchezza atavica e voglia assoluta di far riposare ogni singola parte del corpo in posizione orizzontale, sono quasi disinteressata a tutto ciò che mi distolga dai miei bisogni primari.
Mi accorgo che leggo principalmente cose che facciano vibrare altri parti del corpo, quelle che non si vedono e che probabilmente non si vedranno mai, ma che si sentono. 
Almeno io ho imparato a sentirle.
Mi ci sono voluti anni sapete? E non so nemmeno se è stata una conquista, diciamo che la mia strada è arrivata qui dove sono ora, con le dita su una tastiera per dirvi come mi sento: bene, nonostante tutto. 
E quel nonostante tutto vuol dire tante di quelle cose che è impossibile dirle.
Ho portato tacchi vertiginosi, mi sono truccata in modo accurato, mi sono vestita elegantemente e di mio gusto. Ho anche stravolto i miei desideri reali per cercare di essere più donna, più femmina.
Poi ho capito che mi sentivo meglio in panni diversi, meno appariscenti e più comodi, sicuramente. 
Che si poteva essere donne e femmine anche vestite in modo sportivo, non trascurate ma nei propri panni colorati e comodamente nostri. Forse una maschera in più ai capelli potrei farmela, anche dipingermi le unghie di rosso ed azzardare un rossetto che avesse una nuance più accesa del mio solito burrocacao leggermente rosato. 
Anzi, vi invito a provarne di nuove a e indugiare in un bel bagno caldo con oli essenziali anche per me.
Ma senza esservi perse un tramonto, una corsa a piedi da sole, un momento in cui la voglia di fare una qualsiasi cosa vi manca e non la fate, un bel libro, di quelli che non puoi lasciare troppo sul comodino, qualche bacio in più del vostro uomo, una tenerezza  con vostro figlio, un caffè con le amiche, una carezza al gatto, il tempo per prendere una scelta, la decisione di dire dei no, una passeggiata col freddo che vi penetra dentro e vi fa sentire tremendamente vive, nel momento, e vi spiana anche le rughe senza maschere al burro di karitè.
Troverete esattamente voi stesse lì, in tutti i gesti che vorrete fare per voi, solo per voi.