E Marilù pianse



E Marilù pianse tutte le lacrime di cui era stata fornita, fino a inaridirsi gli occhi.
Successe che dopo aver pianto ci vedeva benissimo, come se l'acqua salata mischiata con la rabbia e il dolore avessero pulito perfettamente la visuale e restituito doti di altre vite.
Vedeva ogni sfumatura di colore, ogni piccolo dettaglio.
E la nuova realtà non è che le piacesse poi tanto, riusciva a vedere perfino i pensieri degli altri e la cosa la inquietava, oltre a scoprire cose che avrebbe preferito non scoprire mai.
Vedeva i tradimenti, le menzogne e le finzioni.
Vedeva le speranze deluse e le aspettative.
Un mondo nuovo che prima sospettava soltanto.
Le piaceva guardare i bambini, unico momento in cui ciò che vedeva era esattamente ciò che era, senza bugie, senza  decori, senza rancori.
Li guardava giocare e si commuoveva.
Voleva il velo di prima, era sopraffatta da troppa cruda realtà.
Marilù non può guardarti in faccia, può ascoltarti soltanto e mirare la tua ombra mentre gesticola.
Se lo facesse oltre a quello che le diresti vedrebbe anche quello che non le diresti mai.
Quelle lacrime hanno pulito dolore e rabbia, hanno levato il velo e la serenità.
Hanno tolto tutto ciò che avevano il compito di togliere ed anche ciò che lei avrebbe voluto conservare, senza saperlo.
La tranquillità.