Mimose a gogò



L'8 marzo è una giornata che ci vede protagoniste nel mondo con un falso storico.
In alcuni Paesi si fa riferimento a un episodio in cui alcune operaie americane, chiuse in fabbrica dal padrone perché non partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio nel 1857.
In Italia e altri Paesi si è fatto spesso riferimento a  un rogo del 1911 a New York, nel quale persero la vita 134 donne. La leggenda narra che avvenne in una fabbrica di camicie – peraltro inesistente – l’8 marzo. In realtà l’incendio avvenne in febbraio e a seconda dei Paesi cambiano le date, i luoghi e il numero delle vittime.
I fatti che hanno realmente portato all’istituzione di questa festa sono di diverso tipo, più legati alla rivendicazione dei diritti delle donne, tra i quali il diritto di voto.
Il movimento per la rivendicazione dei diritti delle donne ha continuato ad ingrandirsi in tutto il mondo nei decenni successivi.
Nel settembre 1944 si è deciso di celebrare il successivo 8 marzo la giornata della donna nelle zone liberate dell’Italia e dal 1946 è stata introdotta la mimosa come simbolo di questa giornata.
Si arriverà agli anni Settanta, in Italia, per la nascita di un vero e proprio movimento femminista.
L’8 marzo 1972 in Piazza Campo de Fiori a Roma si è svolta la manifestazione della festa della donna, durante la quale le donne hanno chiesto, tra le varie cose, anche la legalizzazione dell’aborto.
Il 1975 è stato definito dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale delle Donne e l’8 marzo in tutto il mondo i movimenti femministi hanno manifestato per ricordare l’importanza dell’uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.
Questa giornata andrebbe commemorata in modo intelligente.
Non parlo di parate e pipponi che probabilmente verranno propinati in tv, parlo di ricordare in modo propositivo, vivo e costruttivo.
Costruttivo come da caratteristica prettamente femminile.
Le donne, vive e vitali, generatrici di figli, capaci di rivoluzioni e sacrifici, non inclini alla violenza e alle guerre, portatrici di pace.
Oggi la Festa della donna ha perso di molto il suo valore iniziale.
In contrapposizione alle organizzazioni femminili, che continuano a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi di varia natura che riguardano il sesso femminile, molte donne considerano questa giornata come occasione per uscire da sole con le amiche, lasciando mariti, compagni e figli a casa, e concedersi qualche “sfizio“, che magari in altre serate non sarebbe permesso.
Divertirsi intelligentemente, sarebbe di gran lunga più similare alle nostre corde.
Anche se so benissimo che nessuna chitarra ha lo stesso suono.
In parecchie città si organizzano ogni anno numerose iniziative di spessore.
In molti musei statali l’ingresso per il gentil sesso oggi sarà gratuito, così come per monumenti e aree archeologiche.
Da Nord a Sud dunque, care donne, potrete sbizzarrirvi in svariati modi, tutti costruttivi e appaganti.
Mostre fotografiche, musica, cinema, benessere e salute, percorsi d’arte, impegno sociale e spiritualità.
Perché noi donne siamo tutte queste cose messe insieme e sapientemente dosate, come solo un alchimista poteva fare.
Il fiore che ha come simbolo questa giornata è giallo, il colore del sole.
Mette allegria e leggerezza solo a guardarlo, rappresenta la nostra parte spensierata e giovane a qualsiasi età.
Il suo profumo fresco inonda le strade per un giorno, il giorno che conta.
Ricordando a tutto il mondo il valore che abbiamo.